sabato 8 luglio 2017

Booktrack #- Sign of the time

Buona sera Gufetti!
Scusatemi per l'assenza, ma la sessione estiva è davvero odiosa, soprattutto quando fa caldo,  perché ci metto una vita a studiare, ergo il blog finisce nel dimenticatoio. Tuttavia ci tengo particolarmente a questa rubrica con Ika, quindi eccomi qua!


La canzone è stata scelta da Ika, si tratta di Sign of the time di Harry Stiles.

Questa canzone a Ika ricorda...

Ho letto il testo e un solo un libro mi è venuto in mente, almeno subito. Sto parlando de La ragazza di fuoco di Suzanne Collins. Il testo mi ha ricordato questo libro perchè Katniss e Peeta scoprono di esser stati incastrati, di dover nuovamente tornare nell'arena degli Hunger Games, ma prima devono presentarsi allo show, vestiti perfettamente, mostrandosi fieri e felici di ciò. E, una volta nei giochi, devono scappare, provare a sopravvivere, insieme. E soprattutto, trovare un modo per andarsene, per scappare da lì.

Questa canzone a me ricorda...

Non conoscevo la canzone, ma mi è piaciuta e ho associato a questa Acido solforico di Amelie Nothomb, scrittrice che adoro.
L'input mi è stato dato dalla parola realtà show e dal fatto che nella mia camera ho appeso una strisciolina di carta con una citazione tratta da questo libro. Infatti in "Acido solforico" si parla di un reality show nel quale alcune persone fanno la parte dei prigionieri di un campo di concentramento, altri i kapó.
La kapó Zdena si innamora della prigioniera Pannonique e cerca di aiutarla (ma anche Pannonique cerca di liberare se stessa e gli altri) e questo mi ha ricordato tutto il testo della canzone. Non vi svelo il finale, ma è un libro davvero interessante, di cui consiglio a tutti la lettura :)
Inoltre il titolo "sign of the time" mi ha fatto pensare al fenomeno dei reality show come tratto distintivo del nostro tempo e nel libro della Nothomb questo fenomeno viene estremizzato: "venne il momento in cui la sofferenza altrui non li sfamò più, ne pretesero lo spettacolo".

Ecco il testo tradotto della canzone con le parti che mi hanno fatto pensare al libro:
Smetti di piangere
È un segno del tempo
Benvenuti allo show finale
Spero che stiate indossando i vostri vestiti migliori

Non puoi corrompere la porta
Nel cammino verso il cielo
Sei molto bella da quaggiù
Ma non stai molto bene

Se non impariamo mai, ci siamo già passati
Perchè siamo sempre incastrati
E corriamo via dal proiettile?
Il proiettile
Non impariamo mai, ci siamo già passati
Perchè siamo sempre incastrati
E corriamo via dal proiettile?
Un proiettile

Smetti di piangere
È un segno del tempo
Dobbiamo andare via da qui
Dobbiamo andare via da qui

Smetti di piangere
Andrà tutto bene
È solo che la fine è vicina
Dobbiamo andare via da qui

Smetti di piangere divertiti come non mai
Irrompere nell’atmosfera
E le cose sono piuttosto belle da qui
Ricorda andrà tutto bene
Ci potremo incontrare di nuovo
Da qualche parte lontano da qui

Non impariamo mai, ci siamo già passati
Perchè siamo sempre incastrati
E corriamo via dal proiettile?
Il proiettile
Non impariamo mai, ci siamo già passati
Perchè siamo sempre incastrati
E corriamo via dal proiettile?
Un proiettile

Smetti di piangere è un segno del tempo
Dobbiamo andarcene da qui
Dobbiamo andarcene da qui
Non piangere piccola andrà tutto bene
Mi hanno detto che la fine è vicina
Dobbiamo andarcene di qui

Non impariamo mai, ci siamo già passati
Perchè siamo sempre incastrati
E corriamo via dal proiettile?
Il proiettile
Non impariamo mai, ci siamo già passati
Perchè siamo sempre incastrati
E corriamo via dal tuo proiettile?
Un proiettile

Non parliamo abbastanza
Dovremmo aprirci l’uno con l’altra
Prima che sia tutto troppo
Impareremo mai?
Ci siamo già passati
È solo quello che sappiamo

Smetti di piangere piccola
È un segno del tempo
Dobbiamo andare via
Dobbiamo andare via
Dobbiamo andare via
Dobbiamo andare via
Dobbiamo andare via
Dobbiamo andare via

Dobbiamo, dobbiamo andare via
Dobbiamo, dobbiamo andare via
Dobbiamo, dobbiamo andare via



mercoledì 12 aprile 2017

Recensione: L'ultimo arrivato

TitoloL'ultimo arrivato
Autore: Marco Balzano
Casa editrice: Sellerio
Anno di pubblicazione: 2015
Lingua originale: italiano
Riconoscimenti: premio Campiello 2015, premio Volponi 2015
Data di lettura: 28 marzo 2017
Trama: Anni Cinquanta: Ninetto, nove anni, siciliano, è costretto a migrare al Nord. Arriva a Milano e inizia una nuova vita, difficile, che lo costringe a crescere in fretta, ma che gli offre anche opportunità. Un romanzo che racconta la storia di un fenomeno molto frequente, la migrazione infantile, vista dagli occhi di un bambino che cresce.






Recensione: Questo libro per me è strano: non mi invogliava alla lettura (se non forse verso gli ultimi capitoli), non era uno di quei libri che non vedi l'ora di finire e che leggi quasi divorandolo. Eppure ha suscitato in me grandi emozioni, quindi mi chiedo: è possibile questo?
Dopo questa piccola premessa, entriamo nei dettagli.
La trama è abbastanza tipica, il racconto di una migrazione, perchè negli anni Cinquanta-Sessanta era un fenomeno diffuso, anche se ogni storia è diversa. Una cosa che mi ha colpito è che spesso nelle storie di emigrazione i bambini vanno a scuola, poichè emigrano con la famiglia, mentre Ninetto non ha questa opportunità.
Ciò che rende particolare il racconto è la narrazione dal punto di vista del protagonista.
All'inizio del racconto Ninetto è un bambino di nove anni, che ama le poesie e il maestro Vincenzo che gliele spiega e che pensa che non vorrà mai lasciare la sua amata San Cono. Tuttavia è costretto dalla povertà e dalla malattia della madre a migrare a Milano insieme a un compaesano. Qui inizialmente trova lavoro come fattorino di una lavanderia. Ninetto bambino è un personaggio che non si può non amare per quella sua passione per le poesie, uno slancio verso l'alto, così in contrasto con la bassezza della vita alla quale è costretto. Tuttavia, come tutti i bambini, è ottimista ed è bello vedere con i suoi occhi la vita iniziale a Milano.

Ad un certo punto della narrazione, ex abrupto, vediamo Ninetto adulto in prigione (concedetemi questo piccolo spoiler) e la storia della sua vita continua grazie ai flashback.
Ninetto adulto mi ha messo addosso tanta amarezza e tristezza, tant'è che ho sperato fino all'ultimo in una possibilità di riscatto.
È possessivo nei confronti della famiglia che si è creato, proprio perché da bambino non ha mai avuto i genitori presenti. Questo suo carattere lo porta in carcere (scusate il piccolo spoiler, anche se si scopre quasi subito che è in carcere grazie ai flashback). Quando esce dal carcere fa nuovamente fatica ad integrarsi, forse più di usando era piccolo ed era appena arrivato dalla Sicilia. Infatti il mondo è cambiato in fretta e anche Milano, Ninetto si trova privo di punti di riferimento in una Milano piena di grattacieli e senza fabbriche, dove è importante saper usare il computer e parlare inglese.

Le uniche figure positive di questa storia sono Vincenzo, suo maestro in Sicilia e la psicologa del carcere. Vincenzo lo incoraggiata nel suo amore per la poesia, unica cosa che ha permesso a Ninetto di elevarsi un poco dalla miseria della sua vita. Ed è proprio il maestro Vincenzo, unica luce della sua vita, che Ninetto crede di vedere dalle sbarre del carcere. Anche per questo il protagonista di questa storia mi fa un po' pena: lui ha cercato di volare alto, di migliorare la sua vita e alla fine del libro non si sa se ci sia davvero riuscito.
Interessante è invece il suo rapporto con la psicologa: inizialmente Ninetto non vuole parlare, ma osserva la psicologa e intuisce qualcosa della sua vita che gli suscita compassione mista a simpatia. La situazione si sblocca quando la psicologa seccata urla contro Ninetto, il quale riconosce che anche lei ha problemi nella sua vita, lui non è l'unico e inizia a parlare. Anche quando le sedute saranno finite, lui, incontrandola, ricomincerà a parlare con lei.

Mi è piaciuta molto la descrizione dei luoghi, anche perché vivo nei luoghi in cui è ambientato il libro e posso confrontare la storia di Ninetto con le storie di altri immigrati. Baranzate è il luogo in cui va ad abitare Ninetto quando arriva a Milano da San Cono e infatti Baranzate è una città che ha sempre accolto gli immigrati, in passato così come oggi (la nuova immigrazione verrà messa in luce anche nel libro). Quando sono andata a farmi autografate il libro, lo scrittore mi ha rivelato che in realtà voleva intitolare il libro col nome della via dove andavano ad abitare tutti gli immigrati, ma con quel titolo il libro sarebbe stato poco vendibile. 
Anche la descrizione della Milano degli anni Cinquanta mi è piaciuta perché è stato come vedere le foto della Milano del passato (di cui sono appassionata) prendere vita, ma ho amato anche le descrizioni della Milano contemporanea con i suoi grattacieli di piazza Gae Aulenti, che sconvolgono Ninetto.

Infine questo libro getta un'occhiata sulla nuova migrazione: Ninetto, girovagando in una Milano che non riconosce più, torna a Baranzate, dove ha modo di notare che la sua via è zeppa dei nuovi migranti provenienti dall'Africa e dal Sud America. Raggiunge un bar, che ora è gestito da cinesi che fanno un pessimo caffè. 
Queste pennellate mi hanno fatto apprezzare maggiormente il libro perché lo rendono esplicitamente collegato al presente.

Citazione:
Voto: ☆☆☆

sabato 8 aprile 2017

Booktrack 30#- Ragazza magica

Booktrack è una rubrica a cadenza mensile, ideata dai blog Dreaming Wonderland e Libri per vivere.
 Un blog al mese sceglie una canzone che ama, illustrandone testo o traduzione (quando serve) ed entrambi devono identificare un libro con la determinata canzone spiegandone i motivi.

Buongiorno Gufetti del Bosco Libroso!
Scusatemi per l'assenza, per me marzo è sempre stato un mese lungo, ma quest'anno è passato in un attimo e non ne sono molto soddisfatta...

Venendo alla rubrica, la canzone, scelta da me, è Ragazza magica di Jovanotti, un cantante che mi è sempre piaciuto. Questa canzone l'ha dedicata a Bebe Vio, ragazza che stimo per la sua forza e la sua solarità. Come vedrete, anche la protagonista del libro che io ho associato è forte e solare...



A Ika questo libro ricorda...

Non è stato affatto semplice trovare un libro che mi ricordasse la canzone. Perchè? Solitamente leggo libri in cui la protagonista è una ragazza, o se così non è, dove non si parla di una ragazza in questo modo. Pensa e ripensa, mi è venuto in mente Cercando Alaska di John Green. Ho pensato a questa storia, perchè ricordo bene, nella prima parte del romanzo, come Miles, il protagonista del romanzo, fosse innamorato, perso nei confronti di questa ragazza. Di come la vedesse perfetta, di come lo facesse stare bene e sentire speciale. Magari non il titolo più adatto, ma quello che più si avvicinava, secondo me.



A me questo libro ricorda...
Questa canzone mi ha fatto pensare a Bianca come il latte, rossa come il sangue di Alessandro D’Avenia.
Appena Beatrice appare nella vita di Leo, lui si innamora subito di lei, proprio come Dante. Beatrice è la sua stella, la sua dea, come dice la canzone (ma anche per Dante Beatrice è una guida e una fonte d’ispirazione).
Il ritornello mi fa pensare a una ragazza forte e Beatrice lo è, infatti ha la leucemia, ma nonostante tutto è sempre radiosa e pensa fino all'ultimo a Leo. E’ magica perché compie un vero e proprio prodigio su di lui, lo fa cambiare e crescere.
Anche il “sangue che brilla” mi ha fatto pensare a questo libro, sia perché la parola sangue è presente nel titolo, sia perché Leo ama il rosso, mentre ha paura del bianco, quel bianco che gli porterà via Beatrice.

Ecco il testo con le parti che mi hanno fatto pensare al libro:
Che gioia la notte, ti ho visto ballare
Poi rider di gusto senza malignità
La gente se vuole sa esser feroce
Sarcastica e cinica e senza pietà

Questa cosa che niente più vale la pena
Di starci a pensare che poi tanto, boh
A me non mi piace, io credo che invece
Il tempo è prezioso, davvero un bel po'
Io quando ti guardo mi basta guardarti

E una bella notizia che porta allegria
Non c'è un paragone, non è che un milione
Di altre notizie, ti portano via
A forza di essere molto informato
So poco di tutto e dimentico di
Guardarti negli occhi, sbloccare i miei blocchi
Alzare il volume e pensare che sì, oh sì

La mia ragazza è magica
E lancia in aria il mondo e lo riprende al volo
Trasforma un pomeriggio in un capolavoro
E mi fa stare bene, oh-yeah
Quando io sto con lei

Se metti un vestito stampato a colori
In gara coi fiori, per me vinci te
Non è l'apparenza, ma è l'apparizione
Che ti fa risplendere davanti a me

Sei luce di stella, permetti la vita
Qui nel mio pianeta tutto parla di te
Il sangue che brilla, la mia clorofilla
Che scorre nel legno di mille chitarre

Di mille violini suonati dal vento
Di mille telefoni in cerca di campo
E' meglio per te che quando ti guardo
Non sai che ti guardo, così come se
La luna sapesse che stiamo a guardarla
Potrebbe decidere chi non ce n'è
E mettersi in posa, cambiare qualcosa
Invece è bellissima così com'è, così com'è, così com'è

La mia ragazza è magica
E lancia in aria il mondo e lo riprende al volo
Trasforma un pomeriggio in un capolavoro
E mi fa stare bene, oh-yeah

Quando io sto con lei
Ispiri i poeti, confondi i magneti
Tu sei la mia luna, tu sei la mia dea
Che sale e che scende, si spegne e si accende
Governa gli amori, su e giù la marea
E mandi i gatti sui tetti a star fuori le notti
Che poi quand'è giorno ti sembrano pigri
Ma è solo stanchezza che tutta l'ebrezza
Di notti d'amore da piccole tigri

Si sentono allegri, si fingono saggi
Domestici e lenti, un po' come noi
Che condividiamo la stessa natura
Selvatica in fondo, che bella che sei

Se il frigo è deserto mi porti all'aperto
Vogliamo una mela e mi passa la fame
E quando mi perdo e non mi ricordo
Mi basta pensarti e poi mi ricordo
Il mio posto dov'è, il mio posto sei te

La mia ragazza magica
Che lancia in aria il mondo e lo riprende al volo
Trasforma un pomeriggio in un capolavoro
E mi fa stare bene quando io sto con lei
E mi fa stare bene quando io penso a lei
Basta che penso a lei

Mi farebbe piacere se anche voi mi diceste quale libro vi ricorda o cosa pensate delle nostre scelte :)
Potete trovare il post di Ika QUI
 
A presto!

lunedì 27 febbraio 2017

Il segreto delle parole- Idiosincrasia


Buon pomeriggio, Gufetti!

La parola di oggi forse non è comune, ma mi piace molto il suo significato. Si tratta della parola idiosincrasia!

Dal greco idios = proprio + synkrasis = carattere, etimologicamente la parola non ha nessuna sfumatura negativa, come invece accade nella nostra lingua, dal momento che vuol dire avversione, antipatia.

E' interessante notare il passaggio da un significato neutrale a uno che fa prevalere l'avversione, infatti indica che la vera causa di un conflitto va cercata in noi stessi, nel nostro carattere.
Questo è quanto afferma lo chassidismo, che afferma anche che l'uomo per risolvere il conflitto tra gli altri uomini, deve risolvere il suo conflitto interiore, non pretendendo che anche l'altro debba risolvere il suo conflitto interiore, poichè scaricando la responsabilità sull'altro, la propria azione per risolvere se stessi perde risolutezza.

Un'ultima breve riflessione voglio farla prendendo il celeberrimo prologo dell'Iliade:
Cantami, o diva, del Pelide Achille l'ira funesta
che infiniti addusse lutti agli Achei [...]
Omero indica come causa della ripresa della guerra di Troia l'ira di Achille per la morte di Patroclo, rivelando che ogni "guerra" nasce da una rabbia che abbiamo dentro.

Vi è piaciuta questa parola?

sabato 25 febbraio 2017

Wish List- La tigre e l'acrobata


Buona sera, Gufetti!
Quando sono andata in libreria per il firmacopie della Nothomb, sono arrivata con molto anticipo perché non sapevo quanta fila avrei trovato e mentre aspettavo, mi sono messa a leggere le trame di molti libri.Inutile dire che la mia wish list si è magicamente allungata (e di molto!).
Tra i libri che ho aggiunto c'è La tigre e l'acrobata di Susanna Tamaro, scrittrice che da bambina amavo.

Trama:
Piccola Tigre non è una tigre come le altre: è curiosa, fa molte domande, mette in discussione quello che la natura le offre e che i suoi simili semplicemente accettano. Piccola Tigre apre gli occhi e scopre la meraviglia della luce. Tende le orecchie e scopre la vasta gamma dei rumori della Taiga. Quando, molto presto, le si fa chiara la forza che compete a una tigre, inizia a cibarsi di altri animali. Ma con qualche dubbio. Impara a distaccarsi da sua madre, a viaggiare da sola, sino ad avventurarsi fuori dai confini della Taiga, in cui è nata e da cui le altre tigri non usciranno mai.
E, così, grazie a questa sua curiosità, infine, scopre anche l’uomo. L’hanno avvertita che dall’uomo bisogna guardarsi. Ma lei vuole conoscerlo. Con l’uomo, Piccola Tigre scopre l’essere più inquietante e mutevole, da amare e da cui difendersi. E da qui in poi la sua vita non sarà più la stessa.
Susanna Tamaro torna alla narrativa pura con una favola per tutti i lettori, adulti e ragazzi; una favola morale in cui, nel flusso di una grande e avvincente avventura, nella forma di personaggi del regno umano e animale, si raccontano valori universali: la curiosità, il desiderio inestinguibile di sapere, il senso insopprimibile di libertà.
E voi, Gufetti, avete letto questo libro? Cosa ne pensate? Quali libri hanno recentemente stuzzicato la vostra curiosità?

giovedì 23 febbraio 2017

Slice of life #62

Rubrica nella quale racconterò ciò che mi è successo durante la settimana attraverso alcune parole.

Buon pomeriggio Gufetti!

Godimento: può sembrare una parola strana, soprattutto se relativa alla mia esperienza. Dovete sapere che ho deciso di fare un viaggetto a Roma, città che avevo già visitato in passato, ma che desideravo da anni rivisitare alla luce dello studio di storia dell'arte alle superiori. Dunque, armata del mio quaderno delle superiori, ho girato per 6 giorni nella città, visitando tutto ciò che ho smepre desiderato vedere e la visione dal vivo di quelle opere creava in me un vero godimento, mi sentivo appagata e piena. Era una sensazione bellissima.

Gongolante: ieri sono andata alla Hoepli perchè Amelie Nothomb, scrittrice che amo molto, firmava le copie del suo ultimo libro: Riccardin dal ciuffo, di cui vi ho parlato ieri e che ho già finito di leggere. Immaginando che ci sarebbe stata tanta gente, sono andata lì molto presto, anche perchè volevo comprare il libro e iniziarlo a leggere. Forse sono andata lì un po' troppo presto, perchè ero la prima e non sapevo cosa fare quando sarebbe arrivata, infatti ho fatto passare avanti un altro ragazzo. Pensavo che le avrei dovuto parlare in inglese, dal momento che è giapponese-belga, ma lei parlava un mix di italiano e francese e tutti si rivolgevano a lei in italiano, così mi sono adeguata agli altri.
Quando sono uscita ero gongolante, mi sono sentita al settimo cielo, quasi svolazzavo, anche se non so spiegarmi il perchè.

A parte il fatto che le parole di oggi iniziano tutte per 'g', cosa mi raccontate, Gufetti? (un'altra 'g' XD)

mercoledì 22 febbraio 2017

WWW Wednesday #66


Per partecipare basta rispondere a queste domande: 
-Cosa sto leggendo?
-Cosa ho appena finito di leggere?
-Cosa leggerò?


Cosa sto leggendo?

Oggi ho comprato Riccardin dal ciuffo, ultimo libro di Amelie Nothomb, scrittrice che adoro, infatti mi sono fatta anche autografare il libro **









Cosa ho appena finito di leggere?

Ho terminato la letture de La Mennulara di Simonetta Agnello Hornby, un libro che mi è piaciuto molto, ma che non riesco a recensire ><










Cosa leggerò?
Sei casi al Bar Lume di Marco Malvaldi, regalo di Natale da parte di un amico.












E voi, Gufetti? Quali sono le vostre letture recenti? Quali i progetti?