martedì 13 settembre 2016

Mini-recensione: Chimica della vita e microscopio


Buona sera, Gufetti del Bosco Libroso!
Alla fine siccome non avevo ancora finito di leggere il libro di Cosmacini Chimica della vita e microscopio - Pasteur e la microbiologia ho preferito finirlo e lasciarvi un mio parere su questo breve saggio, che ho apprezzato.
Non so quanti di voi siano interessati alle scienze e in particolar modo alla biologia, ma il libro non è troppo tecnico (anzi la questione è affrontata da un punto di iusta filosofico) e la mia mini-recensione non lo è affatto.
Innanzi tutto questo libro fa parte di una collana della casa editrice Albo Versorio chiamata "L'idea e lo strumento". Alla base della collana c'è il seguente pensiero: "È nato prima l'uovo o la gallina?": la domanda di senso comune esprime, banalizzandolo, un interrogativo filosofico che percorre la storia delle idee e la storia delle tecniche: é nato prima il concepimento teorico, ideale, o l'esperienza pratica, fattuale e strumentale?"
Ogni libro di questa collana analizza un personaggio della storia della scienza, in questo caso Pasteur, per cercare di rispondere a questa domanda. Per questo per me si è configurata come una piacevole lettura e sono giunta alla conclusione che un uomo trova sempre uno strumento per dare prova della sua idea. Così ha fatto Pasteur, che si è servito del microscopio per indagare alcuni fenomeni della vita quotidiana, come l'inacidimento del burro o del vino, scoprendo l'esistenza di microrganismi, i batteri, e successivamente trovando il modo di debellarli e ipotizzando che un fenomeno simile potesse accadere per le malattie umane. Purtroppo non riuscì a vedere i virus al microscopio, ma comprese la loro esistenza e aprì la strada alle scoperte scientifiche dell'avvenire.

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