Buongiorno a tutti i Gufetti del Bosco Libroso!
Sapete qual è il sogno di ogni lettrice? Desiderare che venga pubblicato il nuovo libro di una saga che sta seguendo.
Ebbene, proprio questa mattina stavo pensando a I rami del tempo di Luca Rossi, chiedendomi quando sarebbe uscito il terzo volume.
Poco fa ho ricevuto una mail...
... Luca mi annunciava che Il segreto della sorgente uscirà martedì 12 dicembre e tutti voi, Gufetti, potrete trovarlo su Amazon in formato ebook o cartaceo a questo indirizzo: bit.ly/segretosorgente .
Eccovi la sinossi ufficiale:
"Sono in molti a credere che lei sia quella giusta, l’Erede della Luce, colei che, in un universo dominato dalla scienza e dalla tecnologia del Presidente Molov, risveglierà la parte più profonda degli individui. Ne è convinta la sua compagna Miril, hanno fede in lei la mutante Ipsia e il Maestro Elor e soprattutto gli abitanti delle Terre Libere di Vaior, l’ultimo baluardo di vera libertà. Ma a non credere in sé stessa è proprio Lil, distrutta dai sensi di colpa per la scomparsa del suo mondo e incapace di fare i conti con un destino che le ha già portato via quasi tutto.
Eppure per Lil non c’è più tempo. Nelle Terre Libere nulla è come appare. Valika, sua futura guida spirituale, è la prima ad aver rinnegato gli ideali più puri e il fanatismo delle vestali del Santuario, unito alla brama senza fine di beni materiali, minaccia lo scoppio di una guerra fratricida.
L’unica soluzione è raggiungere la Sorgente di cui parla un’antica Profezia. Ma a sbarrar la strada a Lil è il peggiore dei pericoli nei quali possa imbattersi un essere vivente, la negazione stessa della vita. E proprio coloro di cui ha più bisogno saranno i primi a tradirla."
È un Fantasy particolare, che ho trovato molto interessante, quindi ve lo consiglio caldamente :)
QUI la mia recensione del secondo volume
QUI la mia recensione del primo volume
sabato 9 dicembre 2017
PROSSIMA USCITA: Il segreto della sorgente (I rami del tempo vol. 3)
domenica 27 agosto 2017
Recensione: Le notti bianche
Titolo: Le notti bianche
Autore: Fedor Dostoevskij
Data di lettura: 14 agosto 2017
Trama: In una notte piena di stelle e in una San Pietroburgo innevata e vuota il nostro protagonista incontra una ragazza che piange, Nat'ska, della quale si innamora e alla quale inizia a raccontare la sua vita.
Recensione:
Era da tempo che volevo leggere questo breve romanzo di Dostoevskij perché tutti me ne parlavano molto bene e, sebbene mi sia piaciuto, ha un po' deluso le mie aspettative.
Cominciando dall'inizio, l'incipit mi è piaciuto moltissimo, mi sono subito immaginata la notte stellata e mi sono immersa nel racconto.
Il protagonista, del quale non viene detto il nome, è il classico uomo romantico: incapace di vivere nella realtà si rifugia nei sogni, nell'immaginazione e nei romanzi. "In sogno creo interi romanzi" afferma. Anche il narratore dice che parla come un romanzo e la stessa ragazza lo riconosce: "Voi raccontate in modo meraviglioso, ma raccontate in modo meno meraviglioso, giacché parlate come se leggesse un libro".
Finalmente uno dei film mentali (perdonatemi questa espressione più "moderna") del protagonista pare avverarsi: incontra una ragazza uguale a quella sognata. All'improvviso può provare nella realtà i forti sentimenti che ha vissuto in sogno. Al protagonista sembra di aver raggiunto la somma beatitudine.
Il racconto mi è piaciuto e continuo ad apprezzare Dostoevskij per i personaggi fortissimi che costruisce, infatti sono riuscita a provare allo stesso tempo disprezzo e poeta per quest'uomo, essenzialmente solo, che si nutre di immaginazione per vivere.
Tuttavia sono rimasta un po' delusa perché ci sono tutti i temi del Romanticismo (la notte, il sogno, la fuga dalla realtà, la solitudine) e io mi aspettavo qualcosa di più.
Voto: ☆☆☆☆
sabato 8 luglio 2017
Booktrack #- Sign of the time
Buona sera Gufetti!
Scusatemi per l'assenza, ma la sessione estiva è davvero odiosa, soprattutto quando fa caldo, perché ci metto una vita a studiare, ergo il blog finisce nel dimenticatoio. Tuttavia ci tengo particolarmente a questa rubrica con Ika, quindi eccomi qua!
La canzone è stata scelta da Ika, si tratta di Sign of the time di Harry Stiles.
Questa canzone a Ika ricorda...
Ho letto il testo e un solo un libro mi è venuto in mente, almeno subito. Sto parlando de La ragazza di fuoco di Suzanne Collins. Il testo mi ha ricordato questo libro perchè Katniss e Peeta scoprono di esser stati incastrati, di dover nuovamente tornare nell'arena degli Hunger Games, ma prima devono presentarsi allo show, vestiti perfettamente, mostrandosi fieri e felici di ciò. E, una volta nei giochi, devono scappare, provare a sopravvivere, insieme. E soprattutto, trovare un modo per andarsene, per scappare da lì.
Questa canzone a me ricorda...
Non conoscevo la canzone, ma mi è piaciuta e ho associato a questa Acido solforico di Amelie Nothomb, scrittrice che adoro.
L'input mi è stato dato dalla parola realtà show e dal fatto che nella mia camera ho appeso una strisciolina di carta con una citazione tratta da questo libro. Infatti in "Acido solforico" si parla di un reality show nel quale alcune persone fanno la parte dei prigionieri di un campo di concentramento, altri i kapó.
La kapó Zdena si innamora della prigioniera Pannonique e cerca di aiutarla (ma anche Pannonique cerca di liberare se stessa e gli altri) e questo mi ha ricordato tutto il testo della canzone. Non vi svelo il finale, ma è un libro davvero interessante, di cui consiglio a tutti la lettura :)
Inoltre il titolo "sign of the time" mi ha fatto pensare al fenomeno dei reality show come tratto distintivo del nostro tempo e nel libro della Nothomb questo fenomeno viene estremizzato: "venne il momento in cui la sofferenza altrui non li sfamò più, ne pretesero lo spettacolo".
Ecco il testo tradotto della canzone con le parti che mi hanno fatto pensare al libro:
Smetti di piangere
È un segno del tempo
Benvenuti allo show finale
Spero che stiate indossando i vostri vestiti migliori
Non puoi corrompere la porta
Nel cammino verso il cielo
Sei molto bella da quaggiù
Ma non stai molto bene
Se non impariamo mai, ci siamo già passati
Perchè siamo sempre incastrati
E corriamo via dal proiettile?
Il proiettile
Non impariamo mai, ci siamo già passati
Perchè siamo sempre incastrati
E corriamo via dal proiettile?
Un proiettile
Smetti di piangere
È un segno del tempo
Dobbiamo andare via da qui
Dobbiamo andare via da qui
Smetti di piangere
Andrà tutto bene
È solo che la fine è vicina
Dobbiamo andare via da qui
Smetti di piangere divertiti come non mai
Irrompere nell’atmosfera
E le cose sono piuttosto belle da qui
Ricorda andrà tutto bene
Ci potremo incontrare di nuovo
Da qualche parte lontano da qui
Non impariamo mai, ci siamo già passati
Perchè siamo sempre incastrati
E corriamo via dal proiettile?
Il proiettile
Non impariamo mai, ci siamo già passati
Perchè siamo sempre incastrati
E corriamo via dal proiettile?
Un proiettile
Smetti di piangere è un segno del tempo
Dobbiamo andarcene da qui
Dobbiamo andarcene da qui
Non piangere piccola andrà tutto bene
Mi hanno detto che la fine è vicina
Dobbiamo andarcene di qui
Non impariamo mai, ci siamo già passati
Perchè siamo sempre incastrati
E corriamo via dal proiettile?
Il proiettile
Non impariamo mai, ci siamo già passati
Perchè siamo sempre incastrati
E corriamo via dal tuo proiettile?
Un proiettile
Non parliamo abbastanza
Dovremmo aprirci l’uno con l’altra
Prima che sia tutto troppo
Impareremo mai?
Ci siamo già passati
È solo quello che sappiamo
Smetti di piangere piccola
È un segno del tempo
Dobbiamo andare via
Dobbiamo andare via
Dobbiamo andare via
Dobbiamo andare via
Dobbiamo andare via
Dobbiamo andare via
Dobbiamo, dobbiamo andare via
Dobbiamo, dobbiamo andare via
Dobbiamo, dobbiamo andare via
mercoledì 12 aprile 2017
Recensione: L'ultimo arrivato
Titolo: L'ultimo arrivatoAutore: Marco Balzano
Casa editrice: Sellerio
Anno di pubblicazione: 2015
Lingua originale: italiano
Riconoscimenti: premio Campiello 2015, premio Volponi 2015
Data di lettura: 28 marzo 2017
Recensione: Questo libro per me è strano: non mi invogliava alla lettura (se non forse verso gli ultimi capitoli), non era uno di quei libri che non vedi l'ora di finire e che leggi quasi divorandolo. Eppure ha suscitato in me grandi emozioni, quindi mi chiedo: è possibile questo?
Dopo questa piccola premessa, entriamo nei dettagli.
La trama è abbastanza tipica, il racconto di una migrazione, perchè negli anni Cinquanta-Sessanta era un fenomeno diffuso, anche se ogni storia è diversa. Una cosa che mi ha colpito è che spesso nelle storie di emigrazione i bambini vanno a scuola, poichè emigrano con la famiglia, mentre Ninetto non ha questa opportunità.
Ciò che rende particolare il racconto è la narrazione dal punto di vista del protagonista.
All'inizio del racconto Ninetto è un bambino di nove anni, che ama le poesie e il maestro Vincenzo che gliele spiega e che pensa che non vorrà mai lasciare la sua amata San Cono. Tuttavia è costretto dalla povertà e dalla malattia della madre a migrare a Milano insieme a un compaesano. Qui inizialmente trova lavoro come fattorino di una lavanderia. Ninetto bambino è un personaggio che non si può non amare per quella sua passione per le poesie, uno slancio verso l'alto, così in contrasto con la bassezza della vita alla quale è costretto. Tuttavia, come tutti i bambini, è ottimista ed è bello vedere con i suoi occhi la vita iniziale a Milano.
Ad un certo punto della narrazione, ex abrupto, vediamo Ninetto adulto in prigione (concedetemi questo piccolo spoiler) e la storia della sua vita continua grazie ai flashback.
Ninetto adulto mi ha messo addosso tanta amarezza e tristezza, tant'è che ho sperato fino all'ultimo in una possibilità di riscatto.
Voto: ☆☆☆
sabato 8 aprile 2017
Booktrack 30#- Ragazza magica
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| Booktrack è una rubrica a cadenza mensile, ideata dai blog Dreaming Wonderland e Libri per vivere. Un blog al mese sceglie una canzone che ama, illustrandone testo o traduzione (quando serve) ed entrambi devono identificare un libro con la determinata canzone spiegandone i motivi. |
Buongiorno Gufetti del Bosco Libroso!
Scusatemi per l'assenza, per me marzo è sempre stato un mese lungo, ma quest'anno è passato in un attimo e non ne sono molto soddisfatta...
Venendo alla rubrica, la canzone, scelta da me, è Ragazza magica di Jovanotti, un cantante che mi è sempre piaciuto. Questa canzone l'ha dedicata a Bebe Vio, ragazza che stimo per la sua forza e la sua solarità. Come vedrete, anche la protagonista del libro che io ho associato è forte e solare...
A Ika questo libro ricorda...
Non è stato affatto semplice trovare un libro che mi ricordasse la canzone. Perchè? Solitamente leggo libri in cui la protagonista è una ragazza, o se così non è, dove non si parla di una ragazza in questo modo. Pensa e ripensa, mi è venuto in mente Cercando Alaska di John Green. Ho pensato a questa storia, perchè ricordo bene, nella prima parte del romanzo, come Miles, il protagonista del romanzo, fosse innamorato, perso nei confronti di questa ragazza. Di come la vedesse perfetta, di come lo facesse stare bene e sentire speciale. Magari non il titolo più adatto, ma quello che più si avvicinava, secondo me.
A me questo libro ricorda...
Questa canzone mi ha fatto pensare a Bianca come il latte, rossa come il sangue di Alessandro D’Avenia.
Appena Beatrice appare nella vita di Leo, lui si innamora subito di lei, proprio come Dante. Beatrice è la sua stella, la sua dea, come dice la canzone (ma anche per Dante Beatrice è una guida e una fonte d’ispirazione).
Il ritornello mi fa pensare a una ragazza forte e Beatrice lo è, infatti ha la leucemia, ma nonostante tutto è sempre radiosa e pensa fino all'ultimo a Leo. E’ magica perché compie un vero e proprio prodigio su di lui, lo fa cambiare e crescere.
Anche il “sangue che brilla” mi ha fatto pensare a questo libro, sia perché la parola sangue è presente nel titolo, sia perché Leo ama il rosso, mentre ha paura del bianco, quel bianco che gli porterà via Beatrice.
Ecco il testo con le parti che mi hanno fatto pensare al libro:
lunedì 27 febbraio 2017
Il segreto delle parole- Idiosincrasia
Buon pomeriggio, Gufetti!
La parola di oggi forse non è comune, ma mi piace molto il suo significato. Si tratta della parola idiosincrasia!
Dal greco idios = proprio + synkrasis = carattere, etimologicamente la parola non ha nessuna sfumatura negativa, come invece accade nella nostra lingua, dal momento che vuol dire avversione, antipatia.
E' interessante notare il passaggio da un significato neutrale a uno che fa prevalere l'avversione, infatti indica che la vera causa di un conflitto va cercata in noi stessi, nel nostro carattere.
Questo è quanto afferma lo chassidismo, che afferma anche che l'uomo per risolvere il conflitto tra gli altri uomini, deve risolvere il suo conflitto interiore, non pretendendo che anche l'altro debba risolvere il suo conflitto interiore, poichè scaricando la responsabilità sull'altro, la propria azione per risolvere se stessi perde risolutezza.
Un'ultima breve riflessione voglio farla prendendo il celeberrimo prologo dell'Iliade:
Cantami, o diva, del Pelide Achille l'ira funesta
che infiniti addusse lutti agli Achei [...]
Omero indica come causa della ripresa della guerra di Troia l'ira di Achille per la morte di Patroclo, rivelando che ogni "guerra" nasce da una rabbia che abbiamo dentro.
Vi è piaciuta questa parola?
sabato 25 febbraio 2017
Wish List- La tigre e l'acrobata
Quando sono andata in libreria per il firmacopie della Nothomb, sono arrivata con molto anticipo perché non sapevo quanta fila avrei trovato e mentre aspettavo, mi sono messa a leggere le trame di molti libri.Inutile dire che la mia wish list si è magicamente allungata (e di molto!).
Tra i libri che ho aggiunto c'è La tigre e l'acrobata di Susanna Tamaro, scrittrice che da bambina amavo.
Trama:
Piccola Tigre non è una tigre come le altre: è curiosa, fa molte domande, mette in discussione quello che la natura le offre e che i suoi simili semplicemente accettano. Piccola Tigre apre gli occhi e scopre la meraviglia della luce. Tende le orecchie e scopre la vasta gamma dei rumori della Taiga. Quando, molto presto, le si fa chiara la forza che compete a una tigre, inizia a cibarsi di altri animali. Ma con qualche dubbio. Impara a distaccarsi da sua madre, a viaggiare da sola, sino ad avventurarsi fuori dai confini della Taiga, in cui è nata e da cui le altre tigri non usciranno mai.
E, così, grazie a questa sua curiosità, infine, scopre anche l’uomo. L’hanno avvertita che dall’uomo bisogna guardarsi. Ma lei vuole conoscerlo. Con l’uomo, Piccola Tigre scopre l’essere più inquietante e mutevole, da amare e da cui difendersi. E da qui in poi la sua vita non sarà più la stessa.




