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lunedì 27 luglio 2020

Il segreto delle parole - Alba


Buona sera a tutti!

Vorrei cercare di riprendere la consuetudine del passato di pubblicare una nuova etimologia ogni lunedì e non a cadenza casuale come avevo fatto nei mesi scorsi. Purtroppo ho perso il foglio in cui annotavo di volta in volta le parole di cui vi avrei voluto parlare, ma adesso ho iniziato a fare una lista di nuove parole che mi sono venute in mente in questi giorni di relax.

La parola di oggi è una delle cose che amo di più: l'alba.

È il femminile del latino albus, che significa "bianco", ma anche "brillante"(avete presente l'effetto che fa un bianco veramente bianco? Sembra che brilli).
La parola latina infatti viene dalla radice indoeuropea aus, aues che significa "brillare", "fare luce". Da questa radice in greco abbiamo Eos, la dea dell'alba, che ogni mattina lascia la sua dimora nell'oceano e sale sulla biga per andare a diradare le tenebre della notte.
Omero poeticamente la definisce la dea dalle rosee dita e la descrive come una donna dal vestito color zafferano.
Questo rosso-rosa infatti è il tipico colore con cui l'alba si manifesta ai nostri occhi così come a quelli degli antichi Greci e quindi è inevitabile che venisse descritta così.

Io amo questi colori e amo l'alba, infatti ogni volta che la vedo mi sento come una eletta perché di solito una persona non è sveglia all'ora a cui il sole sorge e si perde questo bello spettacolo. Spesso d'estate ho visto l'alba sorgere al mare e vi allego una delle foto di cui sono più soddisfatta per essere riuscita a catturare in maniera più simile i colori.

domenica 10 maggio 2020

Il segreto delle parole - Madre


Buongiorno e buona festa della mamma!

In questa occasione ho deciso di riesumare la mia vecchia rubrica Il segreto delle parole in cui vi proponevo ogni lunedì l'etimologia di una parola.

Oggi non è lunedì, ma vi voglio parlare dell'etimologia della parola madre.

La parola deriva dall'accusativo latino matrem, che trova corrispondenza anche nel greco antico meter-tris.
Alcuni ritengono che venga dalla radice indoeuropea "mâ", col significato di "misurare", "ordinare" presente anche nel sanscrito matṛ, che significa "madre", ma anche "ordinatrice". Da questa radice deriverebbero anche le parole italiane metro, mano, mese e morale.

La radice indoeuropea dà come esito mother in inglese, mutter in tedesco, mère in francese e mai in spagnolo.

Altri pensano invece che non esista una vera e propria etimologia e che la parola derivi dalla ripetizione di una delle lettere che per i bambini piccoli è più facile da pronunciare, la "m". Questa spiegazione sarebbe supportata anche dal fatto che i bambini dicono "mamma" anziché "madre.
Ed è proprio questa l'interpretazione che Erri De Luca sceglie nella poesia Mamma Emilia.

In te sono stato albume, uovo, pesce,
le ere sconfinate della terra
ho attraversato nella tua placenta,
fuori di te sono contato a giorni.
In te sono passato da cellula a scheletro
un milione di volte mi sono ingrandito,
fuori di te l’accrescimento è stato immensamente meno.
Sono sgusciato dalla tua pienezza
senza lasciarti vuota perché il vuoto
l’ho portato con me.
Sono venuto nudo, mi hai coperto
così ho imparato nudità e pudore
il latte e la sua assenza.
Mi hai messo in bocca tutte le parole
a cucchiaini, tranne una: mamma.
Quella l’inventa il figlio sbattendo le due labbra
quella l’insegna il figlio.
Da te ho preso le voci del mio luogo,
le canzoni, le ingiurie, gli scongiuri,
da te ho ascoltato il primo libro
dietro la febbre della scarlattina.
Ti ho dato aiuto a vomitare, a friggere le pizze,
a scrivere una lettera, ad accendere un fuoco,
a finire le parole crociate, ti ho versato il vino
e ho macchiato la tavola,
non ti ho messo un nipote sulle gambe
non ti ho fatto bussare a una prigione
non ancora,
da te ho imparato il lutto e l’ora di finirlo,
a tuo padre somiglio, a tuo fratello,
non sono stato figlio.
Da te ho preso gli occhi chiari
Non il loro peso
A te ho nascosto tutto.
Ho promesso di bruciare il tuo corpo
di non darlo alla terra. Ti darò al fuoco
fratello vulcano che ci orientava il sonno.
Ti spargerò nell’aria dopo l’acquazzone
all’ora dell’arcobaleno
che ti faceva spalancare gli occhi.

lunedì 27 febbraio 2017

Il segreto delle parole- Idiosincrasia


Buon pomeriggio, Gufetti!

La parola di oggi forse non è comune, ma mi piace molto il suo significato. Si tratta della parola idiosincrasia!

Dal greco idios = proprio + synkrasis = carattere, etimologicamente la parola non ha nessuna sfumatura negativa, come invece accade nella nostra lingua, dal momento che vuol dire avversione, antipatia.

E' interessante notare il passaggio da un significato neutrale a uno che fa prevalere l'avversione, infatti indica che la vera causa di un conflitto va cercata in noi stessi, nel nostro carattere.
Questo è quanto afferma lo chassidismo, che afferma anche che l'uomo per risolvere il conflitto tra gli altri uomini, deve risolvere il suo conflitto interiore, non pretendendo che anche l'altro debba risolvere il suo conflitto interiore, poichè scaricando la responsabilità sull'altro, la propria azione per risolvere se stessi perde risolutezza.

Un'ultima breve riflessione voglio farla prendendo il celeberrimo prologo dell'Iliade:
Cantami, o diva, del Pelide Achille l'ira funesta
che infiniti addusse lutti agli Achei [...]
Omero indica come causa della ripresa della guerra di Troia l'ira di Achille per la morte di Patroclo, rivelando che ogni "guerra" nasce da una rabbia che abbiamo dentro.

Vi è piaciuta questa parola?

lunedì 13 febbraio 2017

Il segreto delle parole- Imbecille


La parola di oggi è particolare, infatti ho scelto imbecille dopo aver visto la presentazione del libro L'imbecillità é una cosa seria di Ferraris nel programma televisivo "Quante storie".
Dal latino imbecillis, che significa debole, malfermo, infatti è composto da in (senza) + baculum (bastone). Il bastone é simbolo di solidità e l'immagine del vecchio col bastone é antichissima, basta pensare all'indovinello della Sfinge a Edipo.
Dal libro:
《L'umano ‒ io e voi ‒ è essenzialmente (e non accidentalmente) un imbecille, un animale inerme, privo di bastone (in-baculum), e dunque bisognoso di quelle armi che sono la tecnica, la cultura, l'arte e la scienza, insomma di quello che tanto confusamente si chiama "mondo dello spirito". Armi a doppio taglio, che da una parte suppliscono alle sue deficienze, e dall’altra lo rivelano per quello che è.》
Il professore sostiene che ogni epoca ha i suoi imbecilli e cita come esempio di imbecillità Giordano Bruno. La cosa può soeprendere, perché siamo abituati a pensare a lui come a un uomo che ha difeso le proprie idee fino alla fine, ma Ferraris ritiene che questa ostinazione sia un segno di imbecillità.
Dunque, cari Gufetti, stiamo attenti a utilizzare questa parola, che spesso utilizziamo 'gratuitamente' come sinonimo di deficiente o chissà quale altro insulto, perché un imbecille é una persona che si mostra debole in un certo contesto.

martedì 8 novembre 2016

Il segreto delle parole- Adolescente


Buon pomeriggio, Gufetti!
Torno dopo un mese di pausa, dovuta al fatto che dovevo ambientarmi all'università, capire come studiare e come organizzarmi il tempo.
La parola che vi propongo oggi è adolescente, che ha un'etimologia strettamente connessa a quella della parola alunno, che ho pubblicato ben due anni fa (aiuto, come passa il tempo!).
Adolescente deriva dal latino ad (moto a luogo) + alo (nutrire). Adolescente è il participio presente alo, dunque si potrebbe tradurre come "colui che si nutre".
Il prefisso ad però indica tensione verso qualcosa, dunque questo nutrimento è finalizzato a qualcosa: la realizzazione del giovane nell'adulto, che è colui che si è nutrito (adultus è participiuo passato) e quindi si è realizzato, si è completato.
L'adolescenza è dunque l'età che tende verso la completezza e la pienezza dell'individuo. 
Adolescenza come età della completezza e della pienezza è ricordato spesso anche da Alessandro D'Avenia, che associa a questa parola anche la parola greca olos, che significa "tutto intero" (questa radice oggi rimane solo nell'aggettivo olistico, che designa le cure olistiche).
Integrità, completezza e pienezza sono ciò a cui tendono gli adolescenti. 
Questo mi ricorda una frase di Calvino: "Uno si sente spesso incompleto e invece è solo giovane."
Per me, niente di più vero.

lunedì 12 settembre 2016

Il segreto delle parole #47


Buon pomeriggio, Gufetti!
Eccomi tornata con la rubrica sulle etimologie :)
La parola di oggi è... economia!

Questa parola è importante per me perchè oggi è un giorno particolare: mi sono iscritta all'università di Economia e oggi c'era la giornata di benvenuto, dove spiegavano come orientarsi nell'università. Nella presentazione iniziale hanno parlato dell'etimologia della parola economia, che io naturalmente già conoscevo, ma mi ha ricordato che non ve l'avevo ancora proposta e guarda a caso oggi è lunedi...

Ok, mi sto dilungando troppo, ecco l'etimologia: dal greco oikos, cioè "casa" e nomos, cioè "legge", quindi legge della casa.
Le leggi sono importanti, perchè senza di esse non c'è ordine nè giustizia. Dunque l'economia svolge un ruolo fondamentale nella vita dell'uomo e quindi nella società, ma essa (e soprattutto ciò che ne deriva, come le tasse) viene vista con odio quando le leggi diventano più importanti della "casa".

Vi è piaciuta questa parola?

lunedì 4 luglio 2016

Il segreto delle parole #46


Buongiorno, Gufetti!
Finalmente ho finito gli esami di maturità!! In realtà ho avuto l'orale venerdì, ma nel week-end mi sono data allo shopping e sono andata in montagna a rilassarmi insieme alla mia famiglia.
Magari di questo vi parlerò in Slice of life, perchè oggi è il giorno delle etimologie.
La parola che ho scelto è spleen.

Dal greco splen che significa "milza". Per i Greci i sentimenti erano connessi ad alcuni organi del corpo e in particolare la milza  produceva la bile nera, responsabile della malinconia (infatti melainos in greco vuol dire "nero").

La parola è anche il titolo di una poesia di Baudelaire.
Per il poeta però lo spleen è una sensazione più profonda e triste rispetto alla malinconia e viene paragonata a un coperchio che grava sul cuore. E' l'angoscia esistenziale di chi ha scoperto che la vita non ha un senso e per questo non riesce più a vivere. La vita gli sembra una gabbia che lo imprigiona e sia in questo caso che in quello del coperchio è soffocante, per questo Baudelaire cerca di sfuggire al nulla dell'esistenza che lo soffoca rifugiandosi nelle droghe.

Questa poesia mi aveva colpito moltissimo fin da prima che la studiassi a scuola per le sue immagini: il cielo-coperchio, il pipistrello in gabbia, l ragnatele nella testa e, dulcis in fundo, il vessillo dell'angoscia conficcato nella testa... Dopo aver scoperto l'etimologia di spleen, l'ho apprezzato ancor di più ** Non ci posso fare niente, mi piace troppo il "segreto delle parole".

Vi è piaciuta questa parola? Vi piace la poesia di Baudelaire?

lunedì 11 gennaio 2016

Il segreto delle parole #45- Addomesticare


Buongiorno, Gufetti!
Miracolosamente mi sono ricordata quale parola volevo raccontarvi oggi ed è.... addomesticare!

Ho scelto questa parola perchè il 5 gennaio sono andata a vedere con un gruppo di amici il film tratto dal Il Piccolo Principe di De Saint-Exupery e la scena della volpe che viene addomesticata è tra le più belle in assoluto, a mio parere.

Addomesticare vuol dire "rendere domestico" cioè "togliere qualcuno dallo stato di ferinità".
Deriva dal latino domus, che significa "casa" e a suo volta deriva dalla radice indoeuropea dom-. Questa radice, oltre alla parola latian domus, in inglese produce home e in russo домой (domoy). In italiano questa radice è rimasta solo nella parola duomo, cioè la casa di Dio.
Dunque è una parola bellissima e davvero, come dice la volpe "vuol dire crerare dei legami" poichè accogliere qualcuno nella propria casa e nella propria vita è un modo per creare legami che durano per sempre e quindi addomesticare è una tonalità dell'amare, proprio come lo è l'amicizia.

lunedì 4 gennaio 2016

Il segreto delle parole #44- Befana


Buongiorno Gufetti!
Mi sono appena resa conto che è da settembre che non pubblico questa rubrica, anche se mi vengono in mente mille parole, ma poi non le scrivo e me le dimentico (oppure perdo i fogli dove le scrivo) ><

L'epifania si avvicina e già in passato vi ho proposto l'etimologia di questa parola, per questo oggi vi propongo quella della parola... befana!
Viene dallo stesso verbo greco dal quale derivava la parola epifania, cioè epifaino, che significa mostrarsi. In greco l'epifania, cioè l'apparizione si dice epifaneia. Da epifaneia deriva, attraverso un processo di semplificazione linguistica, la parola befana.
 La figura della befana è associata alla figura della russa Babushka (бабушка), una vecchietta che il giorno di natale non volle uscire con i pastori per andare ad adorare Gesù perchè faceva freddo. Quando finalmente uscì e giunse alla stalla dove sarebbe dovuto esserci il Bambino, la trovò vuota. Da allora gira per il mondo, portando i doni ad ogni bambino e sperando che uno di essi sia Gesù.

Il mio nickname, Babuska, è simile, ma ho voluto inventare un nome che ricordasse questa bella storia e, cercandola su internet, ho scoperto che la parola russa per indicare la farfalla (бабочка) ha una pronuncia molto simile e in passato la farfalla era il mio animale preferito (ora è il secondo, il gufo ha battuto tutti XD). Inoltre spesso lo abbreviavo in Babù, come la streghetta protagonista di Fairy Oak, il libro della mia infanzia.

lunedì 14 settembre 2015

Il segreto delle parole #43- Storia


Buon pomeriggio a tutti i gufetti del Bosco Libroso!
Oggi è stato il mio ultimo primo giorno di scuola superiore e, a parte la versione di latino alle prime due ore e il terrorismo psicologico per la maturità, è andato tutto bene.
Ma veniamo alla rubrica: la parola di oggi è... storia!

Con storia intendo la disciplina e anche quindi la storiografia. La parola 'storia' viene coniata da Erodoto, primo storico greco, in greco si pronuncia historia e viene dalla radice indeuropea weid-eoid-wid, che vuol dire vedere. Quindi la storia si basa innanzi tutto sul racconto di ciò che si è visto. Ma la parola historia in greco vuol dire anche ricerca, infati la storia è anche. ricerca delle cause.
L'aspetto più interessante di questa etimologia è che dalla stessa radice deriva la parola tedesca wissen, che significa sapere.

lunedì 17 agosto 2015

Il segreto delle parole #40- Adolescenza


Buongiorno a tutti i gufetti del Bosco Libroso e buon inizio di settimana!

La parola di quest'oggi è... adolescenza!

Composta da 'ad' che significa 'verso qualcosa', indica quindi una tensione e la radice 'ol' che significa 'tutto' inteso come 'tutto intero' (questo significato sopravvive solo nel greco antico ολοσ= olos).
Dunque l'adolescenza è una tensione verso la pienezza di sè, è una continua ricerca di un appagamento totale. Per questo gli adolescenti sono spesso irrequieti e cercano lo sballo in discoteca: sanno che non sono interi e cercano ciò che manca.

Questa etimologia mi piace un sacco perché è vera, anche la sola parola spiega la realtà ^^


lunedì 10 agosto 2015

Il segreto delle parole #39- Mo'


Buongiorno a tutti i gufetti del Bosco Libroso e buon inizio di settimana!

La parola di oggi non è proprio una parola, ma un'espressione che spesso viene usata, ad esempio nella frase "Mo' arrivo" o "Mo' lo faccio".
Questo mo' è un'apocope di mox, che in latino vuol dire 'subito' e ha lo stesso significato in italiano, infatti potremmo sostituirlo con "Arrivo subito" o "Lo faccio subito".
Curioso?

lunedì 20 luglio 2015

Il segreto delle parole #36- Idea


Buongiorno a tutti i gufetti del Bosco Libroso e buon inizio di settimana!

La parola di quest'oggi è... IDEA!

Dalla radice indoeuropea -weid-woid-wid che significa "vedere" (infatti la stessa parola 'vedere' deriva da questa radice) e indica l'aspetto delle cose.

Nella filosofia platonica l'idea diventa la causa formale del mondo, che altro non è che una copia delle forme, cioè delle idee (in greco είδος = eidos, derivante dalla stessa radice indoeuropea) del mondo metafisico.

Questa etimologia mi piace perché le idee, che sembrano cose astratte, in realtà sono concrete perché sono qualcosa di VISTO.

lunedì 13 luglio 2015

Il segreto delle parole #35- Religione


Buongiorno a tutti i gufetti del Bosco Libroso e buon inizio di settimana!
Proprio questa mattina sono arrivata al mare e sono felicissima :)

La parola di quest'oggi è... RELIGIONE!
Dal latino 'religio' che vuol dire 'legare', la religione rappresenta il legame tra Dio e l'uomo. 

Alcuni poeti latini, come Lucrezio, sentono questo legame come un nodo, che limita la libertà dell'uomo di andare nell'aldilà senza paura. Per questo Lucrezio vuole che la gente abbracci l'epicureismo, che prevede l'assenza o perlomeno il disinteresse degli dei per gli uomini.

Interessante?

lunedì 15 giugno 2015

Il segreto delle parole #34- Virtuale


Buongiorno a tutti i gufetti del Bosco Libroso e buon inizio di settimana!
La parola di oggi è... virtuale!
Forse voi non sapete che virtuale vuol dire "in potenza" e quindi "possibile".
Quando l'ho scoperto mi sono chiesta il perché e sono ricorsa all'origine della parola,  che viene dal latino 'virtus' che come primo significato ha 'virtù, valore', ma vuol dire anche 'potenza interiore'.
 Per questo nel Medioevo la parola 'virtuale' è stata usata per tradurre l'espressione greca di Aristotele di 'in potenza' e con questo significato è stata tramandata fino ai giorni nostri.

Curioso? 

lunedì 25 maggio 2015

Il segreto delle parole #33- Filosofia


Buongiorno a tutti i gufetti del Bosco Libroso e buon inizio di settimana!
La parola di quest'oggi è.... filosofia.

Dal greco philos + sophia vuol dire "amore per il sapere".
Che cosa s'intende oggi con la parola filosofia? Difficile dare una definizione, si potrebbe dire che la filosofia ricerca la verità e credo che sia una definizione abbastanza buona, poichè alla verità sono connessi anche problemi etici e ontologici.
Tuttavia penso che restando all'etimologia della parola noi riusciamo a comprendere cosa sia la filosofia: amore per il sapere. L'amore implica una tensione verso l'oggetto amato, cioè il sapere, ed è questo che fa la filosofia.
L'uomo davanti alla realtà prova meraviglia ed è spinto a conoscere. Per me la filosofia è questo: lo stupore dell'uomo davanti alla realtà e la conseguente ricerca di quale sia l'origine di ciò che lo stupisce. Ma poichè ogni uomo e diverso e ha un atteggiamento diverso nei confronti della realtà, sarà diverso ciò di cui cercherà la spiegazione e quindi la spiegazione stessa.

Voi cosa pensate? 

lunedì 4 maggio 2015

Il segreto delle parole #32- Divertimento


Buongiorno, gufetti di biblioteca!

La parola di quest'oggi è... divertimento!

Dal latino divertere, che vuol dire 'separare', ha in realtà un'accezione abbastanza negativa.
Infatti secondo Pascal il divertimento è ciò che ti distoglie dal pensare alla tua condizione umana. L'uomo ha paura di restare solo con se stesso e così cerca sempre il divertimento, dal quale però non è mai appagato. Allora subentra la noia.
La noia, che può sembrare un sentimento negativo, in realtà è il più sublime tra i sentimenti, perchè è indice della grandezza dell'uomo, infatti nella natura non esiste nulla di commensurato a lui.

Vi è piaciuta questa parola? Cosa pensate del divertimento?
Io ho riportato il pensiero di Pascal, perchè era quello che più si collegava con l'etimologia della parola, ma mi trovo molto d'accordo con lui, non solo per quanto riguarda il divertimento, ma con il suo pensiero filosofico in generale. Infatti nella mia vita ritrovo questa "ansia di vivere", che non sempre però trova soddisfazione nel modo in cui avevo sperato...

lunedì 27 aprile 2015

Il segreto delle parole #31- Ostensione


Hola, gufetti!

La parola di quest'oggi è... ostensione!
Ho scelto proprio questa parola perchè nel week-end sono andata a vedere la Sindone e mio padre mi ha chiesto perchè si dicesse 'ostensione', dandomi il la per l'etimologia XD

Dal latino obstendo, formato da ob+stendo ovvero 'stendere fuori', quindi 'mostrare fuori', proprio come la Sindone viene periodicamente mostrata al pubblico e ai fedeli.

lunedì 13 aprile 2015

Il segreto delle parole #30- Farmaco


Bonjour, gufetti!

La parola di quest'oggi è... farmaco!
Dal greco pharmakos, vox media, significa sia 'medicina' sia 'veleno'.
Su questo mi trovo d'accordo con gli antichi greci, infatti tutte le medicine, se utilizzate eccessivamente, possono diventare mortali.

Spero che questa etimologia vi sia piaciuta, alla prossima!

lunedì 9 marzo 2015

Il segreto delle parole #29- Cinico


Bonjour, gufetti!
La parola di quest'oggi è... cinico!

Dal greco kyon (si pronuncia 'cuon' con la u stretta alla francese).
Era questo il soprannome del filosofo greco Diogene di Sinope, il cui ideal di vita era quello di disprezzare i piaceri e rifiutare tutto ciò che avrebbe portato all'accrescimento dei bisogni (quindi anche la civiltà, la religione, la cultura..). Perciò il cinico viveva ai margini della società, ostentando la sua condizione di libertà, ma in modo quasi animalesco.
Nella nostra lingua il termine cinico ha assunto un'accezione diversa, ma l'origine è questa ^^
Interessante?