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venerdì 15 luglio 2016

Recensione: Il mondo dell'altrove



Titolo: Il mondo dell'altrove
Autrice: Sabrina Biancu
Casa editrice: Del Bucchia
Anno di pubblicazione: 2016
Data di lettura: 14 luglio 2016
Citazione:
Recensione: Cinque racconti legati dalla presenza della fantasia, quel dono che sembra sempre più spesso che solo i bambini abbiano.                        
Eppure questo non è il romanzo fantasy al quale siamo abituati: non ci sono mondi fantastici e creature soprannaturali, bensì uomini immersi nella vita quotidiana. E proprio in questa quotidianità fanno degli incontri "soprannaturali" che li cambiano profondamente.
Elia e Nico, Rosy e l'anatroccolo, Tea, Pietro e l'usignolo, Desideria e Andrè, la donna dal cuore infranto e Irina: uomini nel momento del bisogno e la forza e l'aiuto che trovano in personaggi soprannaturali.
Nel prologo il bambino non vuole crescere perché ha paura di perdere la fantasia; questi racconti dimostrano invece che un adulto é ancora in grado di utilizzare la fantasia e di trovare in essa un valido aiuto. Perché tutti questi personaggi soprannaturali sono proiezioni dei bisogni dell'uomo e allo stesso tempo soluzione. Ma se è una proiezione della soluzione, vuol dire che l'uomo ha dentro di sé la soluzione. 
Mi è piaciuto molto il fatto che tutti gli aiutanti avessero una missione. Questo mi ricorda un film, Winter Tale, dove ogni uomo era un dono per qualcun altro e la missione nella sua vita era quella di realizzare il suo dono per l'altro.
La parte del libro che mi ha convinto meno é l'epilogo, perché se da un lato riprendeva l'inizio e quindi era un'ottima conclusione, dall'altro spiegava troppo.
Il libro comunque mi è piaciuto molto ed è adatto anche il periodo in cui l'ho letto, infatti mi trovo a fare scelte importanti per il mio futuro e sia quanto ho studiato quest'anno sia alcuni libri che ho letto in questo periodo, tra cui questo, mi ricordano quanto sia importante fare una scelta autentica e ultimamente sono ossessionata dal dare autenticità alla mia vita, visto che è proprio ciò che ammiro e amo negli altri.
Inoltre ritengo che in questo periodo storico sia importante che gli adulti conservano il loro animo di bambino: un bambino sa immaginare, un bambino sa sorprendersi, la vita non è un abitudine, non è il solito tran tran, non è frenetica.
Mi sembra che oggi il mondo degli adulti sia troppo frenetico e calcolatore e così si rischia di perdere la fantasia e lo stupore.
Io interpreto così il titolo "Il mondo dell'altrove", un mondo dove molti uomini sanno usare la fantasia anche  sanno stupirsi, anche se l'altrove può essere molto più vicino di quanto sembri.
Ringrazio tantissimo Sabrina per avermi mandato una copia del suo libro, voi Gufetti potete trovarlo qui:
~  Editore Del Bucchia
~ IBS                                                                              
~ Amazon
Voto: ☆☆☆☆

martedì 1 aprile 2014

Recensione: Mi si è fermato il cuore


Titolo: Mi si è fermato il cuore
Autrice: Chamed
Lingua originale: italiano
Casa editrice: Newton Company
Anno di pubblicazione: 2012
Riconoscimenti: //
Trama: Chamed è nata sotto una cattiva stella: da bambina si ammala di polomilite, ma grazie all'amore del padre riesce a guarire. Si fidanza con Giulio e decide di passare un po' di tempi con lui prima di raggiungere i genitori in vacanza. Nel viaggio verso il luogo delle vacanze però, i suoi genitori muoiono. É l'inizio di un inferno, dal quale però Chamed riuscirà ad uscirne e ricomincerà a vivere.
Recensione: Ciò che mi ha colpito di più di questo libro è stata il dolore. Trasuda dolore da tutti pori e non ha, per così dire, "un lieto fine". Ci sono brevi momenti di felicità, ma fino alla fine la costante è la sofferenza.
Dopo tutto questo però Chamed ha elaborato il suo passato e il suo dolore ed è riuscita a raccontare la sua esperienza in un libro.
La perdita dei genitori in un incidente in macchina, nella quale ci sarebbe dovuta essere anche lei, è uno shock fortissimo. Prima, anche se malata, poteva contare sempre sull'aiuto e sul grande amore dei genitori, ora invece le crolla il mondo addosso.
Poichè è minorenne non può vivere da sola e ereditare i beni dei genitori va a vivere a casa degli zii. Lo zio è quasi sempre assente per motivi di lavoro e la zia la maltratta, poichè aveva amato in passato suo padre, ma lui non l'aveva ricambiata. Così nutre un odio profondo per la madre di Chamed, di cui poi ha sposato il fratello, e di conseguenza odia anche Chamed.
Ma se fosse solo odio, non sarebbe un problema, poichè Chamed è superiore a questo, lei stessa dice che per lei la zia è come se non esistesse.
Ma la zia la picchia, non la nutre, la rinchiude per un giorno nello sgabuzzino e arriva addirittura a fasciarle il seno con la calce per deturpare la sua femminilità. Questo mi ha molto colpito, perchè è un azione molto drastica, non riuscivo a immaginare che un odio giovanile potesse avere questo peso e potesse portare  all'annullamento dell'altro.

Di bambini maltrattati si legge anche nelle storie inventate (un esempio è Harry Potter), ma qui la realtà supera l'immaginazione, ma d'altra parte chi potrebbe pensare che un essere umano sia così crudele?
Non paga di ciò, la zia diffonde maldicenze sul conto della nipote, facendola passare per una ragazzina impazzita dal dolore, ribelle, che compie atti scellerati.
Le rare volte che vede lo zio gli racconta ciò che subisce, ma lo zio, pur proibendo alla moglie di fare del male a Chamed, non riesce a fare molto e così la ragazza decide di suicidarsi.

Per questo viene internata in un manicomio. La legge Basaglia, che dice che i malati mentali devono essere curati come gli altri malati, non è ancora entrata in vigore e gli infermieri, che dovrebbero curarla, la sottopongono all'elettroshock e abusano di lei.
Per fortuna il direttore del manicomio capisce ciò che Chamed ha subito a casa della zia e decide di aiutarla a uscire di lì, intanto si mette anche a indagare sul personale del manicomio.
Non vado oltre, altrimenti rischierei di farvi spoiler, ma la storia di Chamed non finisce così bene.
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